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UpArt il boudoir cosmopolita a Brescia

Nell’ultimo fine settimana prima di Natale ho avuto il piacere di presentare i miei gioielli scultura a Brescia, in una boutique molto intrigante per chi ama capi e accessori ricercati, estranei ai circuiti commerciali. In pochi anni la boutique UpArt di Monica e Carlo è diventata un punto di riferimento a livello nazionale, un concept store dedicato alle creazioni di designer selezionati tutto il mondo, pensate per donne dal gusto sofisticato e di carattere.

UpArt è stato inaugurato nel 2014 e sono particolarmente onorata di essere la prima designer di gioielli invitata ad esporre le mie creazioni in questo luogo speciale. “UpArt è nato come un luogo del cuore , dove la moda tradizionale lascia il posto a creazioni esclusive e a pezzi unici“ – mi racconta Monica – “abbiamo immaginato il nostro lavoro come qualcosa di diverso e abbiamo voluto rapportarci con artisti e designer piuttosto che con i commerciali dei brand, scegliendo personalmente tessuti, decori e ricami per personalizzare al massimo la nostra offerta”. “L’esclusiva boutique di moda per la donna internazionale “ si legge sul sito di UpArt, e non si tratta di un semplice slogan. “Quando una persona viaggia ed entra in contatto con tante realtà diverse
ha un’apertura mentale diversa “ – mi spiega Monica – “difficilmente si lascia affascinare dal marchio e da una visione stereotipata e un po’ banale.
La donna che cerca la vera esclusività è attenta al dettaglio, si informa sull’origine delle materie prime e sulle tecniche di produzione”.

Nella boutique di Corso Palestro sono esposti abiti, accessori, borse, calzature, gioielli e pezzi unici creati da designer contemporanei provenienti dai quattro angoli del pianeta. Per selezionarli è necessario un attento lavoro di ricerca, che Monica e Carlo svolgono andando in giro per il mondo visitando piccoli opifici e atelier dove si continuano ad utilizzare tecniche tradizionali e si coltiva la manualità. “Con i designer con i quali collaboriamo con continuità “ – racconta Monica – “abbiamo un rapporto più stretto e siamo in grado di chiedere personalizzazioni, spesso pensando direttamente alle nostre clienti“. Difficile immaginare un livello superiore di attenzione alla cliente e di cura per i particolari. I designer scelti per le collaborazioni sono non più di trenta e cambiano in continuazione, ma se chiedo a Monica di citarne uno in particolare, non ha dubbi: “Anat Gelbard di Tel Aviv è stata la mia prima scelta a Parigi e quando ci siamo incontrati è stato un momento speciale. Ci piace definirci un concept store per l’abbigliamento di lusso“ – continua Monica – “e siamo convinti che il vero lusso non sia quello rappresentato dai marchi globali, ma quello dei pezzi unici creati al termine di lunghi percorsi di laboriosa ricerca, di riflessione, di confronto e condivisione con i designer che vogliamo sempre incontrare e conoscere personalmente“. Quando scelgo un luogo dove esporre i miei gioielli scultura faccio particolare attenzione all’atmosfera che si respira. Da questo punto di vista UpArt è caratterizzato da una dimensione che va oltre quella del semplice negozio. “Mi piace definirlo un boudoir dove le signore si incontrano“ – mi spiega Monica – “si può prendere un the in uno dei due salottini, fare due chiacchiere, si tratta di un’esperienza d’acquisto completamente diversa dal solito. Noi aiutiamo a selezionare il pezzo del cuore, non siamo qui solo a vendere, ma soprattutto per dare una mano e una consulenza per la scelta più adatta ed in linea con le aspettative di ogni nostra cliente”.

Viste le premesse, tra me e Monica non poteva non nascere un rapporto speciale. A farci conoscere è stata la mia rete di relazioni che allargandosi mi porta in giro per l’Italia e mi presenta sempre nuove opportunità. “Il nostro primo incontro doveva essere breve, poi è finita che ci siamo fermate due ore a chiacchierare“ – ricorda Monica – “è emersa subito una visione comune, ho indossato tuoi gioielli e mi sono accorta dell’energia positiva che emanano, proprio come la tua persona. Per questo ho subito immaginato di avviare una collaborazione con te e di esporre le tue creazioni nel mio negozio”.