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L’Atelier c’era una volta, un luogo di pace e serenità

Venerdì 11 e sabato 12 settembre ho avuto il piacere di portare i miei gioielli-scultura in un luogo meraviglioso, l’Atelier c’era una volta di Minusio, in Svizzera e più precisamente nel Canton Ticino.
Posizionato nel contesto di un rustico, in un piccolo borgo appena fuori dal centro, già sede di una galleria d’arte, l’Atelier c’era una volta è una piccola boutique dedicata all’abbigliamento e agli accessori di artigianato.  A dar vita all’atelier sono state due donne straordinarie, Dayana Rossini e Moira Scolari; la prima, ex event manager, decide di cambiare vita dopo essere diventata mamma e coinvolge l’amica in un progetto che si rivela presto vincente. L’idea è quella di scegliere la tranquillità di un vecchio borghetto, un luogo di pace e serenità.
Come si può capire già dall’ambientazione del tutto speciale, l’Atelier c’era una volta non è un negozio come tutti gli altri. Entrando nella boutique si respira subito un’aria di casa, vuoi per l’arredamento d’antiquariato vuoi per l’accoglienza speciale che Dayana e Moira riservano sempre ai clienti. Anche le modalità di servizio rivelano la particolarità dell’atelier, non ci sono giorni e un orario fisso di apertura ma è necessario concordare la visita preventivamente. In alternativa, è possibile visitare il negozio in occasione di eventi speciali. L’Atelier c’era una volta propone articoli selezionati con estrema cura in giro per il mondo, prediligendo l’artigianalità e l’esclusività del prodotto.
Oltre alla vendita diretta presso l’atelier, Dayana e Moira vendono online sul loro e-commerce. Un’altra particolarità della boutique? E’ possibile prendere i capi in prestito per 24 ore e provarli effettivamente al di fuori del negozio.
Non mi stancherò mai di ripeterlo, la principale motivazione che mi spinge a scegliere un luogo piuttosto che un altro per esporre le mie creazioni è il rapporto che si crea con i padroni di casa. In questo caso, con Dayana e Moira è nata subito una forte intesa emotiva, una comunanza di vedute e una complicità che mi hanno fatto sentire subito a casa.