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La Boutique Madeléine, lo scrigno delle meraviglie di Anna e Giovanna

Quando devo scegliere un luogo dove esporre le mie creazioni cerco sempre di individuare boutique dal carattere inconfondibile. Non semplici negozi di abbigliamento, piuttosto qualcosa a metà tra l’atelier e la bottega sartoriale, scrigni il più delle volte sconosciuti ai più che propongono capi ricercati e accessori di grande stile, creati da stilisti di nicchia o comunque lontani dai circuiti più commerciali.
La Boutique Madeléine di La Spezia è uno di quei luoghi: non a caso tra me, Giovanna e Anna Fregoso – rispettivamente madre e figlia nonché responsabili della boutique – si è instaurato un legame speciale, che risale al periodo di avvio della mia carriera, quando muovevo i primi passi in questo mondo. Tra me, Giovanna e Anna esistono forti affinità elettive, dettate dalla comune passione per i capi dal carattere deciso e dallo stile particolare e da una clientela affezionata, capace di apprezzare il fascino delle creazioni sartoriali e dei pezzi unici.


Sono queste le ragioni per cui ho scelto la Boutique Madeléine per esporre una selezione dei miei gioielli. Chi mi conosce sa che propongo le mie creazioni in situazioni particolari, solitamente nella forma del trunk show o della temporary sale. La boutique è un’ambientazione perfetta per accogliere i miei oggetti, che accanto ai capi dalla forte personalità come quelli selezionati da Anna e Giovanna riescono a brillare di una luce speciale. Al di là del carattere del contesto, quello che cerco quando devo scegliere un luogo per esporre i miei gioielli-scultura e avviare una collaborazione è l’entusiasmo nei confronti di ciò che creo.
Solo chi apprezza con sincerità un prodotto riesce a far passare nel cliente finale questo entusiasmo, soprattutto di fronte a gioielli particolari come i miei. Certo, l’ambiente e lo spazio espositivo sono importanti, ma ad essere determinante è soprattutto la carica umana ed emozionale che si crea con chi mi ospita, con i nuovi clienti e con gli amici. Non a caso la piccola boutique di La Spezia è uno dei luoghi che utilizzo per appuntamenti privati con i clienti.
Ad accomunare le mie creazioni a quelle che Anna e Giovanna selezionano ed espongono alla Boutique Madeléine è anche un elemento ulteriore, il fatto di rivolgersi ad un pubblico di nicchia. Un segmento ricercato di persone che riesce ad apprezzare il valore dei prodotti che proponiamo: oggetti d’arte la cui forma si manifesta in gioielli nel mio caso, abiti e accessori selezionati con cura realizzati da marchi di tutto il mondo.

Da quasi 10 anni Anna e Giovanna Fregoso scelgono le collezioni di stilisti di nicchia o brand emergenti, tutti caratterizzati dall’impiego di tessuti e materiali di alta qualità, dall’artigianalità delle lavorazioni e dall’approccio avanguardistico, come ad esempio quello che ha portato il brand Ibrigu a recuperare capi vintage in Oriente per ricondizionarli e proporli come creazioni uniche.
Partendo da questo presupposto, per raccontarvi meglio cosa è la Boutique Madeléine quale modo migliore di presentarvi brevemente i marchi che è possibile incontrare?

IBRIGU

Quello di Ibrigu è un progetto di recupero di prodotti vintage molto qualificati, in particolare kimono giapponesi, foulard del passato di qualità e vecchie pellicce di astrakan. Il remake di questi tipi di prodotti, fatto totalmente in Italia, prevede che le materie prime che li compongono vengano smontate totalmente, ricondizionate e ricostruite creando una linea fashion gestita solo da laboratori italiani. La specialità del brand sono il capospalla, il pantalone, la pelle e la maglieria.

BOBOUTIC

Il brand Boboutic nasce nel 2000 dall’incontro tra lo stilista Michel Bergamo e l’architetto/fotografo Cristina Zamagni ed è stato lanciato ufficialmente alla Paris Fashion Week del 2001. Boboutic propone capi innovativi che uniscono la maglia tradizionale e le tecniche di punto con una costante ricerca sui nuovi materiali e metodi di produzione all’avanguardia.

ALBERTO BIANI

“La moda è una questione di centimetri più che di tendenze. E lo stile è frutto di misura, di equilibrio, di dettagli, di tessuti, di artigianalità” spiega lo stilista veneto sul suo sito. “Da questo presupposto – si legge ancora – nasce nel 1990 il marchio Alberto Biani: nella tempesta perfetta delle collezioni che si rincorrono una sull’altra e dei designer che puntano alla spettacolarizzazione, Alberto Biani è un porto sicuro dove la naturalezza è la forma più autorevole dell’eleganza e il rigore è la cifra di ogni proposta”.
“Fin dalle prime collezioni, Alberto Biani è sinonimo di rottura: una rottura gentile e mai chiassosa, sinonimo di un’eleganza che trova nel culto della linea, nella ricerca dei materiali e delle lavorazioni più sofisticati e nel massimo dell’artigianalità Made in Italy le sue cifre stilistiche. I punti cardine del brand sono il capospalla ed i pantaloni: attorno a questi, si è sviluppata nel tempo una proposta completa di prêt-à-porter e di accessori”.

MIAO RAN

Miao Ran nasce in Cina nel 1987 e si trasferisce nel 2008 a Milano dove si specializza in modelleria, sviluppo maglieria e tecniche di drappeggio.
Nel 2014 lancia la sua collezione di abbigliamento gender-fluid dall’estetica minimale. Nel 2015 Vogue Italia lo seleziona per il concorso Who is on Next? sia per la Collezione Uomo sia per la Collezione Donna. A gennaio 2016 presenta a Milano la collezione uomo e nel giugno dello stesso anno viene selezionato da Giorgio Armani per sfilare al Teatro Armani.
L’eclettismo e la multidisciplinarietà gli permettono di passare con leggerezza tutta orientale dalla pittura alla progettazione. La sua creatività nell’ambito del fashion design è completata da uno straordinario senso della composizione pittorica e del disegno che identificano uno stile personale che sta conquistando stampa e buyer in tutto il mondo

TER ET BANTINE

Il marchio italiano di prêt-à-porter femminile, fondato nel 1992 da Manuela Arcari. La designer riflette sui suoi abiti un imprinting deciso e quasi austero, dedicato alle donne che amano indossare nuove formule avantgarde e rivoluzionarie. La severità dei suoi capi evidenzia una grazia, una femminilità fluida, concepita come un linguaggio aperto e libero. I suoi abiti sebbene così rigorosi, sanno come sedurre, scavando tra le pieghe, tra i tagli netti e le geometrie, che fanno riaffiorare, nella mente umana, memorie ed emozioni dimenticate.
La semplicità di Ter et Bantine è complessa, ricca di nuances che si diramano da tonalità neutre e soft, come il bianco, il beige e il color crema, fino a tinte estreme e vivaci, come il blu elettrico, il rosso e il giallo ocra.

RAPTUS AND ROSE

Raptus and Rose nasce da un’idea di Silvia Bisconti, fashion designer e amante incontenibile dei tessuti. Prima di Raptus and Rose infatti, nella testa dalla chioma ramata di Silvia c’era spazio solo per le stoffe: una collezione spropositata raccolta durante i suoi viaggi, per passione, così come quella per i capi vintage. A questo si unisce la passione di Silvia Bisconti per i capi unici e di pregio, creati da realtà sartoriali dell’eccellenza mondiale e che la portano a svolgere la sua ricerca in India, in Marocco, in Turchia, e ovviamente nella stessa Italia.
Nel 2011 fonda Raptus and Rose, un atelier che prende vita dalle ceneri di una tipografia a Belluno, e dove le donne possono recarsi a costruire un abito perfetto per loro, ma che allo stesso tempo racconti una storia più grande. Nell’atelier sono presenti anche i capi che Silvia è riuscita a far realizzare durante i suoi viaggi: spesso si tratta di pezzi unici, realizzati per lo più con le antiche tecniche sartoriali di ciascun luogo dalle stampe alle rifiniture.

LUCIO VANOTTI

Lucio Vanotti, bergamasco di nascita, ma milanese d’adozione, dopo gli studi in arte e il percorso accademico intrapreso presso l’Istituto Marangoni, nel 2002 lancia il marchio February. Un’avventura stilistica durata nove anni, fino a quando la collezione P/E 2012 ne decreta il cambiamento con la nascita del brand omonimo. Vanotti porta avanti la sua identità: un’idea di moda casual, raffinata e unisex, dove il segno, la materia e la superficie sono le variabili del suo lavoro. Un purismo stilistico domina le sue creazioni, i capi sono ridotti alla loro forma basica, secondo un’ideale astrazione e un concreto alleggerimento. A parlare sono i tessuti, i tagli e le loro geometrie. E Il celebre motto di Van de Rohe “Less is more” incarna perfettamente il codice di eleganza di questo brand.

JW ANDERSON

Il designer nordirlandese Jonathan Anderson ha fondato JW Anderson nel 2008. All’inizio, un’elaborata collezione di accessori ha attirato rapidamente l’attenzione, consentendo all’etichetta di mostrare una programmazione in anticipo durante la London Fashion Week del 2008. La sua estetica dal design unico offre un’interpretazione moderna di mascolinità e femminilità creando sagome che stimolano il pensiero attraverso una consapevole impollinazione incrociata tra gli elementi di abbigliamento maschile e femminile. Questa prospettiva idiosincratica, che ha fatto guadagnare all’etichetta un seguito di culto, ha spinto JW Anderson a presentare una capsule collection femminile nel 2010.

KNIT KNIT

Simona Fenaroli è l’anima creativa del brand Knit Knit lanciato in Italia nel 2011 e già diventato uno dei marchi di riferimento nel settore della maglieria per l’originalità dei suoi modelli e le sue collezioni ladylike che conquistano con la loro allure minimal chic.
Colori a piena luce e modelli che accarezzano sinuosamente il corpo regalando una preziosa sensazione di comfort sono la cifra stilistica di Knit Knit che nelle sue collezioni racconta l’universo femminile, esplorandone unicità, bellezza e contraddizioni con occhio innamorato e complice.